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Per il Congresso di Vienna

di Vincenzo Monti (1754-1828)


Come si aduna degli armenti ai danni
stuolo di lupi che Appennin rinserra,
così sull’Istro, o perfidi tiranni,
voi vi adunate a desolar la terra.

Proclamando la pace i vostri inganni
hanno i dritti dell’uom posti sotterra,
hanno di libertà tarpato i vanni:
e questa è pace? E qual è mai la guerra?

Ma l’un sull’altro invan si rassicura;
invan credete di calcar le sfere:
è già presso a crollar l’empia impostura.

Struggitor di se stesso è un reo potere,
l’amistà fra i tiranni è mal sicura
e le fiere talor sbranan le fiere.

Considerazioni

In questo sonetto prevale il ragionamento, lo studio della forma; il tono è severo: Vincenzo Monti si erge a giudice e censore in nome di tutti i popoli oppressi e soprattutto dei diritti dell’uomo.

Notizie sull'autore

Vincenzo Monti (1754 - 1828) scrisse liriche, poemetti, tragedie. Tradusse l'Iliade di Omero, le Satire di Persio, Poesie di Saffo e di Simonide; da ricordare i Dialoghi sulla lingua e la Proposta di alcune correzioni e aggiunte al Vocabolario della Crusca.

Alunni della classe 3D
Istituto Statale Comprensivo “Centro 1” - Plesso “Giosuè Carducci”
Brescia
Anno scolastico 2010-2011