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Le battaglie di San Martino e Solferino, 24 giugno 1859


Fu una classica battaglia d’incontro, non prevista dalle due parti: i due eserciti contrapposti infatti mossero l’uno contro l’altro, ciascuno ritenendo che l’avversario stesse fermo sulle proprie posizioni.
Per i Piemontesi comandanti erano il Re Vittorio Emanuele II, il suo capo di Stato Maggiore Della Rocca e il Ministro della Guerra La Marmora. Per i Francesi era Napoleone III; per gli Austriaci Francesco Giuseppe.

Le forze in campo erano l’Armata Sarda e l’Armée d’Italie, complessivamente 118.600 uomini con 10500 cavalli e 300 pezzi d’artiglieria, contro gli Austriaci, 120.000 uomini con 6500 cavalli e 411 pezzi d’artiglieria.

La battaglia si può dividere in due momenti: nel primo si ebbe una serie di attacchi slegati. I combattimenti si svolsero accaniti fino a mezzogiorno, con lievi contrastati successi da parte dei Franco-Piemontesi.

A mezzogiorno ebbe inizio il secondo tempo della battaglia. Napoleone III assunse la direzione effettiva della battaglia e lanciò il 1° Corpo d’Armata e la Guardia, al centro, verso Solferino, considerato il fulcro dell’azione.

Verso le ore 14, Solferino fu conquistata dai Francesi, che resistettero ai furiosi contrattacchi degli Imperiali. Alle 15.30 l’Imperatore Francesco Giuseppe ordinò la ritirata generale, oltre il Mincio.

All’ala sinistra l’Armata Sarda si batté valorosamente contro l’8° Corpo Austriaco, saldamente attestato sulle alture di S: Martino. L’azione fu ritardata da un furioso temporale. Ripresa la lotta, grazie all’impeto delle fanterie e all’impiego delle artiglierie, i Piemontesi riuscirono ad avere ragione della tenace resistenza dell’avversario.

A sera tutto l’esercito austriaco era in rotta, ma gli alleati, stanchi per la lunga giornata di battaglia, dieci ore, e decimati dalle gravi perdite,  rinunciarono all’inseguimento.
Le perdite furono ingenti per tutti: i Franco-Piemontesi contarono 17300 caduti tra morti e feriti, gli Austriaci 22000.

Il nome di Solferino e San Martino oltre che per la battaglia rimane nella Storia anche per i seguenti motivi:

Alunni della classe 3D
Istituto Statale Comprensivo “Centro 1” - Plesso “Giosuè Carducci”
Brescia
Anno scolastico 2010-2011