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Documento: Libretto realizzato in memoria di Giuseppe Provezza
caduto della I Guerra mondiale


Provenienza

Il documento appartiene alla famiglia di Anna Missale: Giuseppe Provezza era un fratello del padre della nonna di Anna, signora Clara Provezza.

Descrizione

Il libretto ha le dimensioni di circa 15 cm per 20 cm ed è composto da 35 pagine; la copertina è in cartoncino e la rilegatura conserva ancora un cordoncino ed una nappa tricolore; sulla copertina, come sulla seconda di copertina, è riportata la dedica: A GIUSEPPE PROVEZZA SOTTOTENENTE NEL 78° REGGIMENTO FANTERIA EROE DEL GRAPPA UCCISO DA GRANATA AUSTRIACA SUL COL MOSCHIN LA SERA DEL 29 GIUGNO1918. A pagina due si trova il ritratto di Giuseppe in divisa da sottotenente; nella pagina successiva la commovente dedica del fratello Giacomo. Seguono una breve biografia del sottotenente, stralci delle sue lettere dal settembre 1917 al giugno 1918, accompagnati da brevi commenti del fratello, e il suo diario, dal 30 ottobre al 16 dicembre 1917, purtroppo pervenuto incompleto; il volumetto riporta infine alcuni documenti ufficiali attestanti il valore del giovane: una proposta per ricompensa, le condoglianze ufficiali, cioè due lettere ai parenti del Comando D’Armata e del Centro raccolta informazioni,  il telegramma al Sindaco di Corzano, le condoglianze della Giunta e del Sindaco di Corzano, il conferimento di una medaglia di bronzo al valore militare.

Passi

Sia le lettere che il diario  sono in primo luogo una commovente testimonianza di “un umile eroe sconosciuto”, ma anche una ricca fonte di informazioni.
Brevi passi bastano a dare nitide istantanee della drammatica Ia Guerra Mondiale.

Dallo spirito che animava i combattenti, pur tra mille difficoltà:

Sono stati giorni pieni di ansia pel ripiegamento sul Carso, ma pieni di fiducia per la resistenza sulla nostra fronte, ove gli austriaci hanno preso una buona scossa per le gravi perdite subite negli attacchi … In quei giorni ho patito la fame, ho digiunato tre giorni, la stanchezza, il freddo, tutto, ma ero felice di esserci anch’io a difendere il nostro caro suolo. … (30 novembre 1917)

… Chi ha passato questo giorno in una fredda galleria, o in una trincea di neve, o in un angusto baracchino di frasche d’abete, sprofondato nella neve … Chi non ha pianto lassù in questo giorno pieno di nostalgici ricordi? … (Natale 1917)

… Mi trovo in un foltissimo bosco di abeti, in un buon baracchino, protetto dalle rocce e dai tiri d’artiglieria. Ho ancora una discreta branda, improvvisata di fili di ferro, con un sacco a pelo e molte coperte che mi riparano da qualsiasi freddo; e poi un buon fuocherello che il mio attendente tiene acceso giorno e notte. (25 dicembre 1917)

Allo sdegno per l’incapacità organizzativa e militare susseguente alla rotta di Caporetto, all’orrore e alla pietà per i propri morti e per quelli nemici:

Ricordo il fuggi fuggi della truppa in ritirata, il brillamento intempestivo di tre mine che fecero saltare la strada, minacciando seriamente il plotone dell’Aspirante Dell’Orto … Ricordo i tiri di sbarramento della nostra artiglieria troppo corti, che colpirono i nostri ultimi soldati che si ritiravano. Ricordo i lamenti dei feriti che in poca parte si poterono trasportare.
I caduti e i feriti su a Campo Mulo fu tutto a causa di alcune nostre batterie. Che avvilimento! Che orrore! Uccisi dai nostri! E che tiri giusti! … (17 novembre 1917)

Fanteria che la notte del ’17 aveva fatto una vera strage di Austriaci …. Di Austriaci quanti morti!
Quando arrivammo noi, questi morti erano già stati posti lungo le sponde dei camminamenti e trincee e lungo i reticolati quanti altri morti c’erano!
Quell’attacco è costato loro molto caro!
E sempre costoro vengono usati quando sono ubbriachi fradici. (18 novembre 1917)

Al rispetto ed all’ammirazione dei fanti, i soldati semplici, straordinari protagonisti della guerra:


Tutti consumammo con avidità il nostro pasto, fra uno scoppio e l’altro di marmittoni austriaci, (quei maleducati ci inseguivano dappertutto) quindi si proseguì per Sasso ove si arrivò alle dieci di sera. Ed il fante meraviglioso, rialzatosi il morale con quel pasto, scordando tutto, rise e cantò durante tutta la strada.... (19 novembre 1917)

Alla speranza di un riscatto e della vittoria:

Gli austriaci questa volta ci hanno trovati saldi e forti. Venuti per suonare sono stati suonati. E’ naturale che chi attacca avanza, ma la loro avanzata è stata molto minima.
Il morale della truppa è altissimo, ed ora che hanno sostenuto il primo urto, gli altri con la fiducia che hanno li sosterranno con maggiore eroismo con maggior slancio.
Sono convinto che se i nostri faranno dei contrattacchi li ributteranno ovunque.
Con la felicità nel cuore mai provata così intensa e col presagio della più salda nostra resistenza che ci frutterà una vittoria e laverà l’onta di Caporetto, … (18 giugno 1918)


Il Diario: alcune pagine


Ragazzi del 99

In questa foto di un raduno dei "Ragazzi del 99" č riconoscibile, indicato dalla freccia, Giacomo Provezza.

Immagine di un raduno dei ragazzi del 99

Alunni della classe 3D
Istituto Statale Comprensivo “Centro 1” - Plesso “Giosuè Carducci”
Brescia
Anno scolastico 2010-2011