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Le donne nel Risorgimento


Il Risorgimento non è stato esclusivamente opera di intellettuali, aristocratici, statisti, diplomatici, soldati - tutto al maschile - ma anche di principesse, marchese, contesse e di donne di più umili origini.

Così scrive in particolare delle donne e della città di Brescia Henry Dunant, ideatore della Croce Rossa, in Un souvenir de Solferino:

Donna lombarda dell'ottocento

“In ogni borgo situato sulla strada che conduce a Brescia, le contadine sono assise davanti alle loro porte preparando silenziosamente filacce e bende: quando arriva un convoglio, esse salgono sulla vettura, cambiano le compresse, lavano le piaghe, rinnovano i bendaggi dopo averli inzuppati nell’acqua fresca; versano cucchiaiate di brodo, di vino, di limonata sulla bocca di quelli che non hanno più la forza di sollevare la testa e le braccia.

Brescia, questa città così graziosa e pittoresca, è trasformata … in un immenso ospedale: le due cattedrali, le chiese, i palazzi, i conventi, i collegi, le caserme, in una parola tutti i suoi edifici, sono ingombri delle vittime di Solferino.

Sono stati improvvisati quindicimila letti da un giorno all’altro … il Duomo Vecchio … contiene un migliaio di feriti. Il popolo li visita continuamente e le donne di ogni classe portano loro a profusione arance gelati, biscotti, dolci. La umile vedova o la più povera vecchia non si ritiene dispensata di portare il suo tributo di simpatia, la sua modesta offerta.

Le stesse cose si ripetono nella nuova cattedrale … negli altri quaranta edifici, chiese e ospedali che contengono fra tutti quasi ventimila feriti e mutilati”.

Alunni della classe 3D
Istituto Statale Comprensivo “Centro 1” - Plesso “Giosuè Carducci”
Brescia
Anno scolastico 2010-2011