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Documento: Volume “DELLA STORIA D’ITALIA
DALLE ORIGINI FINO AI NOSTRI TEMPI”

di Cesare Balbo, 1856


Provenienza

Il volume appartiene ai nonni materni di Beatrice Riscaldati.

Descrizione

Il volume è abbastanza ben conservato, tranne la copertina in carta leggera.

In copertina è riportato il titolo con caratteri diversi per tipo e dimensioni: DELLA STORIA D’ITALIA DALLE ORIGINI FINO AI NOSTRI TEMPI, l’autore, Cesare Balbo, l’edizione decima (1° fiorentina) corretta ed accresciuta dallo scrittore, il luogo di edizione, Firenze, l’editore, Felice Le Monnier, l’anno di edizione, 1856.

Questa edizione, curata da Prospero Balbo, ha il pregio di contenere per la prima volta sia una Prefazione progettata dall’autore per la nona edizione, ma ancora inedita, sia una “Appendice dal 1814 ai tempi attuali”, sia numerose ed  importanti correzioni fatte dallo stesso autore.

La seconda di copertina contiene, oltre ai dati della copertina, un verso di Dante, tratto dal I° canto dell’Inferno “Vagliami il lungo studio e‘l grande amore”.

In terza di copertina si trova la bellissima dedica a Carlo Alberto:

“RESTI
CONSACRATO ALLA MEMORIA
DEL MIO RE
CARLO ALBERTO QUESTO VOLUME
SCRITTO GIA’
TRA GLI URGENTI DESIDERI
DEL GRAN TENTATIVO
DI LUI
OMAGGIO POSTUMO ORA
DI GRATITUDINE E DEVOZIONE PERDURATE
TRA LE CONCITAZIONI, GLI ERRORI E I DOLORI DELL’ IMPRESA,
CRESCIUTE
DALLE SVENTURE E DALLA MORTE
DI LUI
SOMMO MARTIRE DELL’INDIPENDENZA
SOMMA VITTIMA DELLE INVIDIE
ITALIANE”

Notizie biografiche su Cesare Balbo e sul suo pensiero

Cesare Balbo acque a Torino nel 1789 e morì nel 1853.
Fu uomo politico e storico. Nel 1808 entrò nell’amministrazione napoleonica. Durante la Restaurazione visse a Madrid al seguito del padre ambasciatore. Ingiustamente coinvolto nei moti del1821, fu esiliato fino al 1824 e poi confinato in un suo castello fino al1826. Si dedicò quindi agli studi storici. Nel 1844 pubblicò “Le speranze d’Italia”, in cui riprendendo idee del moderatismo cattolico “neoguelfo” poneva la questione dell’indipendenza italiana, sotto l’egemonia piemontese. Nel 1847 collaborò al quotidiano torinese “Il Risorgimento” diretto da Cavour. Chiamato da Carlo Alberto nel marzo 1848 a presiedere il primo governo costituzionale piemontese. Dichiarò guerra all’Austria (I guerra d’Indipendenza), ma il suo governo cadde dopo la sconfitta. 

Secondo Balbo l’unificazione politica della penisola italiana non poteva compiersi senza l’indipendenza del Lombardo-Veneto;  per allontanare gli Austriaci non sarebbe stata indispensabile la guerra: l’Austria, a suo avviso, avrebbe finito presto o tardi per abbandonare l’Italia e per espandersi verso il Danubio e i Balcani, dove tutto lasciava prevedere il crollo dell’Impero Turco. D’altra parte, per spingere il governo di Vienna a lasciare l’Italia per i Balcani, era necessario che ci fosse nella penisola un forte e agguerrito esercito, capace di affrontare e vincere l’Austria in campo aperto. Anche il Balbo, come Gioberti, mirava ad una federazione nell’àmbito della quale però doveva essere riservata al papato una funzione moderatrice e al Piemonte un compito preminente.

Alunni della classe 3D
Istituto Statale Comprensivo “Centro 1” - Plesso “Giosuè Carducci”
Brescia
Anno scolastico 2010-2011